E' disponibile il "Manuale di Buone Pratiche per la gestione degli Habitat 9210* e 9220*"

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Il volume è stato redatto sulla base delle esperienze effettuate nell'attuazione delle Azioni C del Progetto LIFE FAGUS.
Questo Manuale è rivolto principalmente a progettisti, tecnici e professionisti del settore forestale, come documento di riferimento per la gestione sostenibile e la conservazione degli habitat delle faggete appenniniche.
Il manuale è disponibile nella sezione Download o accedibili direttamente attraverso questo link (Manuale di Buone Pratiche).
 

E' disponibile la versione finale del video-documentario del progetto Fagus

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Vi presentiamo la versione finale del documentario sul progetto.

 

Il progetto LIFE+ Fagus volge al termine

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Il progetto LIFE+ FAGUS si avvia alla sua conclusione.  L'11 e 12 luglio si è tenuto l'evento si chiusura durante la quale sono stati presentati al pubblico i risultati raggiunti dal progetto.

Nella giornata dell'11 luglio presso il Dipartimento di Biologia Ambientale di Sapienza Università di Roma,  si è svolta una conferenza alla quale hanno preso parte 70 persone tra studenti, cittadini, ricercatori, personale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Carabinieri Forestali ed altre figure interessate alla conservazione della biodiversità nelle aree Natura 2000.

Successivamente ai saluti della direttrice del dipartimento e dei presidenti dei due parchi beneficiari del progetto, la prima parte della mattinata è stata dedicata ad un excursus sulle azioni svolte da FAGUS e soprattutto sui risultati raggiunti. Nello specifico sono stati presentati i risultati per ciò che riguarda le piante vascolari e i coleotteri saproxilici. Per quanto riguarda le piante si è visto come la composizione sia più diversificata all’interno dei singoli boschi in relazione alla creazione di radure portata avanti nel corso del progetto. Risultati molto rilevanti sono quelli relativi ai coleotteri saproxilici con due specie incluse nell'allegato II della Direttiva Habitat, Rosalia alpina e Morimus asper, rilevate nelle aree di progetto solo dopo le azioni concrete di conservazione. Questo risultato deriva dall’aumento delle quantità di legno morto riscontrato nelle aree di progetto. Per quel che riguarda il monitoraggio della componente arborea, si è notato anche un incremento delle specie target (tasso, agrifoglio e abete bianco).

Durante la seconda parte della giornata, sul tavolo dei relatori si sono susseguiti esperti del che hanno approfondito alcune tematiche riguardanti la conservazione e il monitoraggio della biodiversità negli habitat forestali. Infine, sono stati presentati alcuni dei progetti finanziati dal programma LIFE che, come FAGUS, si occupano di pratiche di gestione sostenibile in habitat principalmente forestali.

 

Nello specifico si è parlato del progetto MIPP, che ha lo scopo principale di sviluppare e testare metodi di monitoraggio standardizzati per la valutazione dello stato di conservazione di specie di insetti inserite negli allegati della Direttiva Habitat, del progetto CARABUS, che mira a ridurre la minaccia di estinzione della specie Carabus olymipiae, del progetto RESILFOR, finalizzato  alla diffusione dell'abete bianco, ed infine del progetto GRANATHA, dedicato al miglioramento dello stato di conservazione delle popolazioni di alcune specie di uccelli negli habitat di brughiera.

Durante il convegno si sono distribuiti, oltre al Layman report, anche il Manuale di Buone Pratiche prodotto nel corso del progetto ed il dvd del documentario, che è stato proiettato come piacevole intermezzo tra le comunicazioni tecnico-scientifiche nel corso del pomeriggio.

Nella giornata successiva, si è svolta un'escursione presso il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. I partecipanti, accompagnati dallo staff del progetto, hanno raggiunto l'area di Prati di Tivo per osservare dal vivo gli interventi concreti. Nel corso dell’escursione si è discusso della generale applicabilità degli interventi sia nel territorio dei Parchi Nazionali coinvolti che in altre aree Natura 2000, anche alla luce dello status di priorità che hanno gli habitat su cui si è intervenuti

Il progetto si è quindi quasi formalmente concluso ma ci aspettiamo che le azioni portate avanti abbiano posto i presupposti perché alcune di esse possano essere almeno in parte replicate in altre faggete appenniniche.

 
 
 

FAGUS è tra i progetti sostenitori di 25 anni di LIFE & Foreste!

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FAGUS è tra i progetti sostenitori di 25 anni di LIFE & Foreste!

Per informazioni sull'evento visitate il sito http://www.lifeforeste25.it/

 

E' disponibile la video anteprima del documentario del progetto Fagus

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Presentiamo un brevissimo "work in progress" del documentario sul progetto. la versione completa sarà disponibile entro un paio di mesi al massimo sia sul web che su DVD che saranno distribuiti gratuitamente nel corso del convegno finale del progetto il prossimo luglio.

 

Fagus è Progetto del mese!

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Fagus è stato nominato progetto del mese dal "Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare", in particolare dalla "Direzione Generale per lo sviluppo sostenibile, per il danno ambientale e per i rapporti con l'Unione europea e gli organismi internazionali".

A questi link è possibile vedere le pagine relative alla nomina con ulteriori informazioni e el descrizioni.

http://www.minambiente.it/pagina/progetti-del-mese

http://www.minambiente.it/notizie/progetto-life-del-mese-di-dicembre-2016-fagus

Aggiornamento sezione Download - Newsletter nr. 5

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Vi comunichiamo che è stata aggiornata la sezione download nella quale sono disponibili i principali prodotti del progetto.
E' adesso disponibile anche la quinta newsletter.

Quarta visita di monitoraggio al progetto FAGUS nel SIC Monti Alburni

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Nei giorni 8 e 9 Marzo 2016 si è svolta nel SIC dei Monti Alburni la quarta visita di monitoraggio al progetto LIFE FAGUS.
Durante la prima giornata, presso il Museo Naturalistico degli Alburni nel centro storico di Corleto Monforte, si è proceduto alla valutazione degli aspetti tecnici del progetto attraverso l'analisi di quest'ultimo, azione per azione, nonché alla revisione dei documenti amministrativi.
Con l'occasione, è stato possibile visitare il museo (http://www.museonaturalistico.it/), struttura di particolare interesse poiché ospita un’esposizione permanente di Vertebrati e Invertebrati della fauna europea, particolarmente ricca di reperti di Uccelli (1200 specie europee circa), Mammiferi (oltre 60 specie), Crostacei e Insetti (oltre 20.000 esemplari).
La visita di monitoraggio è proseguita, il giorno seguente, con il monitoraggio e la verifica sul campo delle azioni concrete (C) di conservazione attuate nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Il Direttore del Parco, Angelo De Vita, e il direttore dei lavori, Emidio Nicolella, hanno accompagnato sui mezzi fuoristrada dell’Ente, il monitor Riccardo Scalera, il National Contact Point di LIFE+ Stefania Betti ed i rappresentanti degli altri beneficiari del progetto (Foto 1) presso il lotto del comune di Ottati e uno dei due lotti presenti nel comune di Corleto Monforte.
Dopo aver verificato la presenza dei pannelli illustrativi previsti dal progetto (Foto 2-3) e posizionati in prossimità dell’accesso ai lotti, si è proceduto ad osservare gli interventi previsti dalle azioni C.
Il lotto di Ottati presentava una densa copertura nevosa (Foto 4). Qui durante la visita è stato possibile vedere: una delle recinzioni realizzate per impedire le attività di pascolo e favorire la rigenerazione delle specie arboree (Foto 5); diversi alberi con cavità nido; alberi con catini basali (Foto 6); alberi pendenti e a terra (Foto 7) e pile di legno morto a vantaggio della fauna saproxilica e della diversità di specie di funghi.
La visita al lotto di Corleto è stata più breve e ha privilegiato l’osservazione dei diradamenti mirati a favorire le specie target, in particolare nell’area visitata il tasso (Taxus baccata – Foto 8).

 

Terminate le azioni concrete di conservazione nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

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Nel corso di questo autunno le azioni concrete di conservazione (azioni C) del progetto Life FAGUS si sono concluse nell’area di progetto di Venaquaro, all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Queste azioni sono state eseguite da forestali in circa quindici ettari di faggeta con tasso e agrifoglio (Foto 1).
Tra le varie azioni, il diradamento (C.2 Action) è stato specificamente mirato a favorire le due specie, il tasso e l’agrifoglio appunto, che sono considerate essenziali per l'identificazione dell’habitat prioritario (habitat 9210*). Dal diradamento si sono ricavati circa 750 m3 di legna da ardere e legname (Foto 2) che sono stati rilasciati all'amministrazione locale che si occupa dell’uso civiso, di questa quantità 198 m3 sono stati utilizzati direttamente dalla cittadinanza.
Oltre al diradamento, sono state applicate pratiche selvicolturali specificamente mirate a favorire specie animali e vegetali in genere associate a foreste vetuste. Sono state create 11 radure (Foto 3), rilasciando legno morto in corrispondenza di esse al fine di creare microhabitat per le comunità saproxiliche (Foto 4), cioè comunità biologiche che hanno bisogno di legno morto per svilupparsi e sopravvivere. Il legno morto è stato rilasciato sotto forma di diverse tipologie al fine di fornire una gamma di microhabitat il più ampia possibile: 21 alberi morti in piedi, 18 snags, 18 alberi sradicati e cinque alberi pendenti.
Sempre con l'obiettivo di favorire la biodiversità, sono stati creati dioversi tipi di alberi habitat: 16 alberi-nido (Foto 5) utilizzabili da varie specie di uccelli e nove alberi con cavità che possano fornire riparo alla microfauna (Foto 6).
Poiché le attività di pascolo possono influenzare negativamente la rigenerazione di tasso e agrifoglio un area è stata recintata. Il materiale per la costruzione di recinzioni è stato trasportato da muli all'interno del bosco al fine di recare il minimo danno alla vegetazione del sottobosco e al suolo (Foto 7).

Photo 1Foresters after work  - Foto 1 Operai forestali dopo il lavoro.JPGVenaquaro Photo 2_ One of the gaps created in the Venaquaro - Foto 2 Una delle radure create nel bosco di Venaquaro.JPGVenaquaro Photo 3_wood to be used by citizenship - Foto 3 Legna dedicata all'uso civico.JPGVenaquaro Photo 4 Deadwood pile left for saproxylic organisms - Foto 4 Pila di legno morto per gli organismi saproxilici.JPG Venaquaro Photo 5 One of the nest_holes created in Venaquaro - Foto 5 Uno degli alberi-nido creati nel bosco di Venaqauro .JPGVenaquaro Photo 6 Cavity at the base of a tree - Foto 6 Cavità alla base di un albero.JPGVenaquaro Photo 7 Mules carrying the material to be used for fencing - Foto 7 Muli che trasportano il materiale per le recinzioni.JPG

 

Aggiornamento sezione Download - Deliverable e Newsletter nr. 4

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Vi comunichiamo che è stata aggiornata la sezione download nella quale sono disponibili i principali prodotti del progetto.
E' adesso disponibile anche la quarta newsletter.

Termine dei lavori nell’area d’intervento ‘Incodaro’, Comune di Crognaleto

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L’8 novembre 2014 sono terminati i lavori relativi alle azioni concrete del progetto LIFE FAGUS nell’area di Incodaro (anche noto come complesso di ‘Codaro-Campiglione’ nel comune di Crognaleto, TE), all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Si tratta del secondo lotto in ordine di tempo, dopo Prati di Tivo (comune di Pietracamela, TE), ad avere visto il termine dei lavori, su un totale di sei.
L’area di intervento è estesa 11,23 ha, di cui 6,16 sono stati effettivamente interessati dal taglio. Nel lotto di Incodaro è presente un bosco misto di faggio ed abete bianco (FOTO 1) che, come tale, è attribuibile all’habitat prioritario ai fini conservazionistici 9220* (ai sensi della direttiva ‘Habitat’ 92/43/CEE). Gli interventi selvicolturali hanno avuto come obiettivo l’aumento dell’eterogeneità strutturale del bosco e la promozione della rinnovazione della specie arborea che connota l’habitat 9220*, ossia l’abete bianco (azione C.2). Parallelamente gli interventi hanno mirato all’aumento della biodiversità delle piante del sottobosco e dei licheni epifiti (azione C.4), degli organismi saproxilici, ossia che sono legati alla presenza di legno morto (azione C.6), e degli uccelli che utilizzano gli alberi senescenti o morti come nido o per la ricerca di cibo (azione C.8).
Sono stati esboscati 174,24 mc di legna (FOTO 2), mentre un sostanziale quantitativo di legname circa 450 mc, è stato rilasciato in bosco ridotto in frammenti. In questo modo è stata incrementata la quota di legno morto del bosco (azione C.6), rilasciando legno a terra (FOTO 3),in piedi (FOTO 4) o in ‘pile faunistiche’ (FOTO 5) provvedendo così alla creazione di un ambiente idoneo alle faune saproxiliche. Il legno esboscato anche in questo caso è stato consegnato all’ente gestore del bosco (Corpo Forestale dello Stato – UTB di L’Aquila).
Relativamente alle azioni C.2 e C.4 sono state realizzate 21 radure (FOTO 6), di dimensioni varie. Si è poi provveduto alla creazione di tutta la varietà di alberi habitat normalmente presenti in boschi non gestiti (azione C.8), ossia alberi aventi cavità alla base (8 alberi), sul tronco (10 alberi – FOTO 7) ocatini basali (10 alberi – FOTO 8), tutte strutture che possono fungere da rifugio per diverse specie animali. Tra le specie di uccelli che potranno beneficiare di tali strutture citiamo la Balia dal Collare, un passeriforme tipico di ambiente forestale individuato come ‘specie prioritaria’ dalla direttiva Habitat. Altre strutture create durante gli interventi, quali gli alberi sradicati (4 alberi), e gli alberi pendenti (4 alberi – FOTO 9), completano il quadro di diversificazione strutturale messo in atto.
Infine sono state messe in opera tre recinzioni (aventi superficie di circa 5000 mq - FOTO 10), al fine di proteggere il soprassuolo forestale dagli ungulati. Grazie all’esclusione del pascolo domestico e selvatico, questa misura permetterà da un lato la preservazione della rinnovazione naturale del faggio e dell’abete bianco nell’area di intervento, dall’altro rappresenterà un’occasione per verificare l’incidenza del pascolo sullo sviluppo della rinnovazione naturale di tali specie.
Il tutto è stato segnalato in bosco tramite l’apposizione di specifici pannelli divulgativo-didattici (FOTO 11). Un sentito ringraziamento per l’impegno e la dedizione dimostrata va alle ditte forestali ‘Masci Diego’ di Fraz. Tottea, Nerito (TE) (Lotto di Incodaro) e ‘D’Abbondanza Legnami’ di Fraz. Intemesoli, Pietracamela (TE), oltre che al Dott. Agronomo Domenico Di Marco per la Direzione dei Lavori.

 

                                            

Incontro di stato dell'arte del progetto

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Il prossimo 30 gennaio alle ore 15,00 a Vallo della Lucania, presso il Centro Studi e Ricerche sulla Biodiversità, sito in via Montisani, sarà presentato agli attori locali del territorio lo stato dell’arte dell’importante progetto Life+ Natura: “Forests of the Apennines: Good practices to conjugate Use and Sustainability” (FAGUS), cofinanziato dalla Commissione Europea e di cui l’Ente Parco è Beneficiario Coordinatore.

Scopo dell’incontro, di cui sopra, è quello di informare le parti interessate  sulle importanti azioni previste dal progetto LIFE+ e di coinvolgere le parti a SOSTENERE, CONOSCERE, PARTECIPARE, SUGGERIRE, vivere il progetto.

Dopo l’ampia partecipazione registrata al primo incontro sul tema organizzato a maggio 2014, Amministratori Locali, Agronomi, Forestali, Agricoltori, Associazioni, Guide naturalistiche, tecnici hanno già confermata la loro presenza al secondo incontro  che prevede il seguente programma:

Saluti

 Avv. Amilcare Troiano, Commissario Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

Interventi

  • ·         Ing. Angelo De Vita, Direttore Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e Project Manager
  • ·         Dr.ssa Sabina Burrascano,  Ricercatore presso Dipartimento Biologia Ambientale Sapienza Università di Roma
  • ·         Dr. Francesco Maria Sabatini, Dottore Ambientale presso Dipartimento Biologia Ambientale Sapienza Università di Roma
  • ·         Dibattito con gli attori locali

 

Questo è il link al volantino dell'evento.

Terminate le azioni concrete di conservazioni nell'area di Prati di Tivo

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Il 10 ottobre sono stati ultimati i lavori relativi alle azioni concrete previste dalle azioni "C" del Progetto LIFE Fagus nell'area di Prati di Tivo, all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Questo primo intervento, ha riguardato una superficie di circa otto ettari di bosco di faggio, caratterizzato dalla presenza di agrifoglio e soprattutto di tasso.  Il taglio di diradamento, infatti, è stato innanzitutto effettuato con l'obiettivo di creare spazio per queste due specie, considerate come riferimento per l'individuazione di un habitat che è da considerarsi "prioritario" ai fini conservazionistici (Habitat 9210*). Tale taglio di diradamento ha fornito circa 390 metri cubi di legna da ardere e legname che sono stati messi a disposizione dell'Amministrazione locale proprietaria dell'area che gestisce gli usi civici e che utilizzerà tale materiale per il soddisfacimento dei diritti di legnatico dei residenti di Pietracamela e per i fabbisogni della collettività (Foto 1).

Oltre al taglio di diradamento sono state eseguite specifiche lavorazioni al fine di favorire la biodiversità ed in particolare la presenza di specie faunistiche e floristiche legate alle formazioni forestali vetuste. A questo scopo sono state realizzate in totale dieci radure (Foto 2) lasciando legno morto a terra (Foto 3) per creare un idoneo ambiente di sviluppo delle comunità saproxiliche, ovvero che necessitano di legno morto per svilupparsi e persistere.

Il legno morto è stato appositamente rilasciato sottoforma di tipologie diversificate come solitamente si riscontra nelle foreste meglio conservate; sono stati creati sette alberi morti inpiedi, cinque "snag" (ovvero monconi di tronco in piedi), cinque alberi sradicati (Foto 4) e due alberi morti pendenti. Inoltre, sempre al fine di favorire la biodiversità sono stati creati numerosi "alberi habitat", come ad esempio undici alberi con nido nel tronco (Foto 5) e nove alberi con cavità per la raccolta dell'acqua piovana e per il ricovero della microfauna (Foto 6).

Infine sono state realizzate in due aree recinzioni (Foto 7) con lo scopo di preservarle dal pascolamento e favorire la rigenerazione del tasso e dell’agrifoglio (Foto 8). Il materiale necessario alla costruzione delle recinzioni è stato trasportato da muli all’interno della foresta per causare il minimo disturbo al sottobosco e al suolo (Foto 9).

 

                                      

Workshop-Corso Prati di Tivo: interventi selvicolturali a basso impatto adatti a progetti di ripristino ambientale

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Il 29 e 30 Luglio nell’area di progetto di Prati di Tivo (Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga) il personale del Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (DIBAF - Università degli Studi della Tuscia) ha organizzato un corso di due giorni sugli interventi selvicolturali a basso impatto adatti a progetti di ripristino ambientale.
Il docente del corso, il Professor Sanzio Baldini, è stato supportato da Diego Giuliarelli, e gli operai forestali che hanno seguito il corso sono coloro coinvolti nelle azioni concrete di conservazione del progetto. Altre persone interessate al progetto erano presenti durante il corso: personale del Corpo Forestale dello Stato, del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e ricercatori del Dipartimento di Biologia Ambientale (DBA – Sapienza Università di Roma).
In primo luogo i docenti si sono concentrati su questioni relative alla sicurezza personale durante la messa in pratica di interventi selvicolturali a ‘basso impatto’, ossia che hanno un impatto minimo sull’area di intervento.
In seguito sono state spiegate e mostrate nella pratica tecniche specifiche, quali:
Abbattimento controllato – abbattimento direzionato in modo da non provocare danni al sottobosco e alle specie protette in fase di atterramento della pianta,
Concentramento attraverso l’uso di scudi – trasporto dei tronchi dalla ceppaia lungo gli spazi liberi da rinnovazione o da specie protette con l’estremità anteriore rialzata dal terreno fino all’area dove i tronchi sono concentrati per il successivo esbosco,
Creazione di alberi habitat - catini basali (vedi foto), alberi spezzati, alberi pendenti (leaning trees), etc.  

Una dimostrazione sul campo di tecniche di arrampicata sugli alberi (tree climbing, vedi foto) è stata svolta grazie alla collaborazione di due professionisti: David Rabbai and Francesco Mazzocchi.

           

 

Seminario Prof. P.C.Goebel - Roma, 3 Luglio 2014 - Restoring complexity and ecosystem services in forest ecosystems by emulating natural disturbance processes

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Giovedì 3 Luglio 2014, ore 14.30, si terrà presso l'Istituto di Botanica dell'Universita di Roma La Sapienza - Aula Marini Bettolo un seminario dal
Titolo: Restoring complexity and ecosystem services in forest ecosystems by emulating natural disturbance processes
a cura del Prof. Patrick C. Goebel
Environmental Science Network
The Ohio State University
 
La partecipazione è libera.
Il seminario si terrà in lingua inglese.
 

Da oggi il progetto Fagus è su Facebook, seguici anche tu!

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Da oggi puoi seguirci su facebook all'indirizzo:

www.facebook.com/LIFEFAGUS

Keep in touch!

Aggiornamento sezione download - Bando per affidamento incarico per azioni C2, C4, C6, C8

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Il progetto FAGUS contribuisce alla conoscenza e alla salvaguardia della diversità lichenica

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Anche in occasione del progetto Life FAGUS, le faggete appenniniche si confermano scrigni di biodiversità lichenica: il lavoro di monitoraggio pre-intervento ha permesso in entrambi i Parchi l’individuazione di specie d’interesse scientifico, nei confronti delle quali è prevista un’attenzione particolare durante gli interventi programmati per il prossimo futuro.

La diversità lichenica è stata valutata sui tre alberi idonei al campionamento più prossimi al centro di ciascuna delle aree di monitoraggio; per ciascuna specie è stata calcolata la frequenza sul tronco dell’albero in quattro reticoli di 5 subunità di dimensioni 10 x 10 cm, posti secondo le quattro esposizioni N, S, E, W, a circa 1-1,5 m dal suolo. Complessivamente sono stati rilevati 99 alberi su cui sono stati rinvenuti 1086 licheni.

Gli esemplari non riconoscibili direttamente in campo con l’ausilio di una lente d’ingrandimento 20x, sono stati prelevati all’esterno dell’area soggetta al rilievo e riconosciuti in laboratorio attraverso chiavi specifiche e monografie appropriate. L’identificazione ha richiesto l’utilizzo di stereomicroscopio, microscopio, lampada UV e reagenti chimici necessari per evidenziare metaboliti secondari diagnostici.

Sono stati riconosciuti 59 taxa: 3 a livello di genere perché presenti in stadi precoci di sviluppo, 54 a livello di specie e 3 a livello di sottospecie. Nelle aree del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga sono stati rinvenuti 43 licheni diversi,  52 in quelle del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, di questi 36 sono in comune tra i due parchi.

Nelle aree del Gran Sasso, più precisamente ad Incodaro, appare di particolare interesse la presenza di Anaptychia crinalis (Schleich.) Vězda: si tratta di una specie confinata in faggete umide, nuova per l’Abruzzo. In Cilento, oltre a Lecania hyalina (Fr.) R.Sant. che ancora non era stata rinvenuta nel Parco, e Bryoria nadvornikiana (Gyeln.) Brodo & D.Hawksw., nuova per la regione, si segnalano importanti popolazioni fertili di Lobaria pulmonaria (L.) Hoffm., nelle aree di Corleto Monforte. Questa specie è monitorata in modo puntuale e continuo in molti paesi europei. In effetti presenta una distribuzione molto frammentata, caratterizzata da una maggior presenza nell’Europa dell’ovest e nell’aree con clima Mediterraneo; nell’Europa centrale la sua presenza è spesso ristretta ad alberi isolati, considerati relitti di foreste primarie ed è in forte declino.

Sonia Ravera, la lichenologa che ha coordinato il campionamento durante il lavoro in campo

Foto 1. Sonia Ravera, la lichenologa che ha coordinato il campionamento durante il lavoro in campo.

Lobaria pulmonaria

Foto 2. Lobaria pulmonaria.

Aggiornamento sezione download - Bando per affidamento incarico di Direzione Lavori

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Al via il processo partecipativo con gli attori del territorio

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Si terrà martedì 10 dicembre 2013, dalle ore 10 alle ore 14, presso la sala consiliare del Comune di PIETRACAMELA (TE), nell’ambito del progetto Life “FAGUS”, il primo importante incontro partecipativo per la condivisione delle azioni relative all’elaborazione di un “Contratto di comunità” finalizzato ad avere un protocollo di “buone pratiche“ volte ad un uso sostenibile delle foreste, attraverso il binomio di conservazione/valorizzazione culturale, economica e scientifica, da redigere insieme agli attori istituzionali e socio-economici del territorio.
 
L’incontro mira ad ampliare il più possibile la dimensione umana del progetto, facendo sì che tutti i portatori d'interesse: Ente Parco, ASBUC, Corpo Forestale dello Stato, Comuni,  Regione, Proloco, Imprenditori forestali, Operatori turistici e quanti, a vario titolo, sono interessati dalla presenza del Parco e dalle azioni di “FAGUS” possano fornire il loro contributo utile e prezioso.
 
Si inaugura così un lungo ed articolato percorso di partecipazione con gli attori territoriali che si snoderà nel prossimo quadriennio, impegno altamente qualificante del progetto, in quanto orientato a coinvolgere concretamente il territorio nell’obiettivo della redazione  di un “Contratto di comunità”.
 
In continuità con la precedente esperienza del "Il Parco in ascolto" e delle altre scelte partecipative che da alcuni anni stanno positivamente orientando la coesistenza tra le attività socio economiche e gli interessi collettivi di conservazione all'interno dell'area protetta, l’Incontro partecipativo, alla stregua degli incontri che seguiranno, sarà gestito e monitorato secondo metodologie partecipative affidate a Facilitatori professionali.

Monitoraggio dei coleotteri saproxilici: più diversità rende più duro il lavoro!

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Questa estate ha avuto luogo il monitoraggio per valutare la biodiversità prima degli interventi . L’ azione A1 che comprende tale valutazione è ora nella fase di identificazione delle specie, di inserimento ed organizzazione dei dati.
Tra i gruppi tassonomici campionati (piante vascolari, licheni, uccelli, licheni saproxilici e funghi), quello che richiede il massimo sforzo per l'identificazione è rappresentato dai coleotteri saproxilici.
Sappiamo tutti che gli insetti sono gli animali più diversi e abbondanti che condividono il nostro mondo, e possiamo immaginare quanto numerose siano le specie di insetti in habitat prioritari come quelli che sono al centro del progetto FAGUS.Entomologist (Francesco Parisi) setting a window trap. (Photo: S. Antonucci).

Infatti nelle 33 aree di monitoraggio sono stati raccolti più di 1000 esemplari di insetti, attraverso window-traps ed eclettori.

Il trappolamento eseguito con trappole ad intercettazione ed  eclettori risulta strettamente necessario per il monitoraggio della biodiversità forestale ad insetti. Tali metodi di campionamento inoltre hanno un impatto ambientale relativamente basso o nullo in quanto permettono la raccolta di organismi che casualmente, durante i loro spostamenti biologici, finiscono in sistemi di cattura non attivati con alcun composto chimico volatile e che quindi risultano essere assolutamente non selettivi per l'entomofauna in questione.

Tali tecniche quindi consentono una raccolta altamente diversificata in termini specifici ma con un numero di individui per specie relativamente basso.

Le window-traps, o trappole ad intercettazione, costituiscono la tecnica ad oggi più frequentemente utilizzata per la cattura di coleotteri saproxilici che si spostano volando. Queste trappole sono costituite da barriere verticali trasparenti e quindi invisibili per l'insetto. Quando colpiscono la barriera, i coleotteri cadono in un contenitore di raccolta contenente liquidi conservanti.

Entomologist (Francesco Parisi) setting eclectors (Photo: S. Antonucci).

 

Gli eclettori invece catturano i coleotteri che lasciano il legno in decomposizione per mezzo di una barriera fisica. Tra i vantaggi nell'utilizzo di tale tecnica sicuramente è da evidenziare la straordinaria selettività nei confronti di organismi prettamente saproxilici e la possibilità di non arrecare alcun tipo di danno nei confronti sia del legno morto che dei microhabitat presenti in bosco. 

La grande maggioranza (circa il 95%) degli esemplari catturati appartiene all'ordine dei coleotteri. Tutti i coleotteri dovrebbero essere identificati al fine di scoprire quali sono quelli specificamente legati al legno morto, anche perché non esistono dati sulla ecologia di tutte le specie forestali. I campioni raccolti vengono smistati dapprima in famiglie e generi. Per dare un nome specifico a molti dei coleotteri raccolti sul campo questi devono essere adeguatamente preparati in modo che i loro tratti caratteristici siano visibili, e in molti casi dovrà essere coinvolto uno o più esperti per ciascuna famiglia o genere. (Foto: Serena Antonucci; Entomologo a lavoro: Francesco Parisi).

Entomologist (Francesco Parisi) sorting the collected insects. (Photo: S. Antonucci).Entomologist (Francesco Parisi) pinning the collected insects. (Photo: S. Antonucci).

Newsletter Numero 2/2013

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E' online la Newsletter Numero 2 del Progetto LIFE+11 "Fagus" (NAT/IT/000135).

Conferenza in Ucraina e presentazione del poster del progetto FAGUS

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All'inizio di giugno si è tenuta una conferenza in Ucraina, il cui tema era strettamente coerente con gli obiettivi del progetto Life FAGUS. Il titolo della conferenza Primeval Beech Forests: Reference Systems for the Management and Conservation of Biodiversity, Forest Resources and Ecosystem Services.

Forum di presentazione del progetto FAGUS

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audience

Il 28 maggio 2013 si è tenuto presso il Centro Studi Biodiversità (Vallo della Lucania), all'interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo della Lucania e Alburni il forum di presentazione del progetto FAGUS.

Primi sopralluoghi per la definizione del piano di monitoraggio

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Abies alba in the area of Incodaro.jpg

Il tempo non è ancora al meglio, ma le prime indagini sul campo sono iniziate per il progetto life FAGUS.